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Arrivano i pollini... Etciù!

Il raffreddore da fieno, una malattia diffusissima

Mentre gli altri si rallegrano per le giornate che si allungano e i primi tepori primaverili, per molti cittadini inizia la stagione più faticosa di tutto l’anno. Tanti sono i soggetti allergici ai pollini, la malattia allergica più diffusa in assoluto, nota anche come “raffreddore da fieno”.

I disturbi più tipici sono raffiche di starnuti, naso tappato, che prude e che cola, mucose nasali gonfie, prurito oculare, lacrimazione e occhi arrossati. Ma al di là di questi possono manifestarsi anche altri sintomi, dal prurito in gola a tosse ed eruzioni cutanee, fino a stanchezza diffusa, problemi di concentrazione e disturbi del sonno.

Una polvere dagli effetti devastanti

All’origine di questi sintomi c’è appunto il polline, ossia la polvere fecondante prodotta dalle piante.
Tra gli allergeni più importanti spiccano:

  • latifoglie, come betulla, ontano, nocciolo, frassino, olmo
  • cereali e graminacee, ad esempio erba fienarola, fleo o paleo odoroso
  • piante spontanee come ambrosia, acetosa, artemisia e chenopodio

Chi soffre di allergia ai pollini presenta i classici disturbi soltanto durante la fioritura della “sua” pianta. Si tratta quindi di una malattia stagionale. Tuttavia il concetto di stagione è variabile, poiché i disturbi possono protrarsi in caso di allergia a più tipi di polline. Il calendario dei pollini riporta i periodi di fioritura delle varie piante.

Il rischio di asma allergico

Il nome potrà anche suonare banale, eppure il raffreddore da fieno è tutt’altro che innocuo. Con il passare del tempo, infatti, il 30-40% degli allergici ai pollini sviluppa un asma allergico.

Ove possibile, per evitare il passaggio dalle vie respiratorie superiori a quelle inferiori (il cosiddetto “cambiamento di livello”) è opportuno trattare la malattia con immunoterapia specifica (iposensibilizzazione). Qualora non sia possibile, anche il regolare utilizzo di spray nasali antinfiammatori – contenenti ad esempio cortisone come principio attivo – può ridurre il rischio di cambiamento di livello.

 

Panoramica delle concentrazioni polliniche